Domande e risposte

Terapia terminata per salvaguardare il rapporto con la famiglia.

dio70m chiede:

Domanda

Mio suocero soffre di attacchi di panico nella guida soprattutto nell'affrontare situazioni tipo ponti, curve, strade buie... nelle quali non riesce a vedere "oltre gli ostacoli" suddetti. Premetto che fino a qualche anno fa svolgeva l'attività di rappresentante per cui ha sempre guidato senza accusare nessun tipo di problema. Anni fa ha partecipato a terapie di gruppo con leggeri miglioramenti; successivamente ha effettuato delle sedute presso uno psicologo terminate quando lo stesso lo ha informato che, continuando, avrebbe potuto mettere in discussione il rapporto con la famiglia (a cui è molto legato). Può suggerirci come affrontare il problema [...]

Risposta

Caro dio70m,
il caso di suo suocero non è isolato. Non è infrequente trovare rappresentanti che sono abituati a fare centinaia di chilometri al giorno per anni, che sviluppano un qualche tipo di fobia connessa al viaggio o alla strada. I motivi possono essere simbolici, oppure il sintomo può rappresentare un bisogno di cambiamento, che si esplica impedendo alla persona di fare quello che ha sempre fatto. Naturalmente io non conosco il motivo per cui lo psicologo che aveva preso in cura suo suocero gli ha dato quell'informazione, ma probabilmente dipende da qualcosa che suo suocero ha rivelato allo psicologo ma di cui lei è all'oscuro. In ogni caso la cosa migliore che possa fare suo suocero è di ritornare da quello psicologo e dirgli esattamente quali sono le sue paure e discutere di quelle.

Paura della nausea

Federica chiede:

Domanda

Salve Dottore, sono una ragazza di 21 anni e il mio problema è cominciato più o meno 4 anni fa. Una sera dopo aver mangiato ho vomitato e da quella sera mangiare era diventato un incubo per me. Ho passato veramente 2 anni orribili. Poi il problema sono riusciuto a superarlo fino a quando una sera è successa la stessa cosa. Grazie al cielo ho imparato a convivere con questa paura stranissima di sentirmi male a causa del cibo e me la cavo abbastanza bene. L'unico problema è che ora che sono fidanzata tutte le volte che il mio ragazzo mi porta a cena fuori mi prendono degli attacchi di ansia assurdi, comincio a tremare ad avere delle nausee fortissime che mi portano ad avere sforzi di stomaco e mi sento la testa e il cuore scoppiare e non riesco a mangiare nulla per paura di rovinare tutto sentendomi male davanti a lui. Secondo Lei questo può essere ricollegato a un attacco di panico?

Risposta

Cara Federica,
probabilmente qualcuno troverebbe una classificazione per il tuo disturbo perfetta dal punto di vista tassonomico, che potrebbe essere una fobia specifica per il cibo o per la nausea in sé, oppure un disturbo della condotta alimentare, o ancora altro.
Dal punto di vista clinico però, al di là dell'aspetto simbolico che può essere utile esaminare, la fenomenologia del tuo disturbo è in tutto e per tutto affine al disturbo di panico, per cui, senza neanche guardare le classificazioni ufficiali, penso che si possa parlare di disturbo di panico (e trattarlo come tale).

Gravidanza, ansia e depressione.

Eleonora chiede:

Domanda

Gentile dott. D'Alessandro, ho partorito da 3 mesi e da poco più di un mese sto assumendo farmaci per sindrome ansioso-deperessiva. In precedenza non avevo mai avuto attacchi di panico. Ultimamente, invece, ne ho già avuti 2 i quali stanno rendendo la mia vita sociale uno stress continuo anche per le cose più semplici. La mia domanda è: "Possibile che la gravidanza, la nascita di un figlio, siano la causa di tutto ciò?" Grazie.

Risposta

Cara Eleonora,

senza entrare nel dettaglio delle cause, che sempre poggiano su basi soggettive, esiste sicuramente una componente ormonale che altera in maniera abbastanza profonda le percezioni e quindi, in definitiva, i pensieri. Tali ormoni servono per produrre quei cambiamenti importanti come la produzione di latte materno, riassestare il corpo dopo il parto, eccetera. Anche in gravidanza, per esempio si assiste ad una tendenza al pianto senza motivo. Come se non bastasse dal punto di vista psicologico le cose non vanno meglio, anzi! Una nuova responsabilità, immediatamente dopo il parto, in genere, si assiste ad una totale dipendenza della nuova creatura nei confronti della madre, per cui è questa l'unica persona (al mondo) che deve occuparsi a tempo pieno della cosa. E, in genere, questo significa anche una montagna di pannolini, veglie notturne, poco sonno in generale, spossatezza, disagio fisico di vario genere (se non vero e proprio dolore). Davanti ad un tale scenario l'esordio della depressione e della conseguente ansia (o viceversa altre volte) non è che la normale conseguenza, in molti casi. In caso di disturbo di panico preesistente è l'ansia che fa di nuovo capolino, di solito con rinnovata potenza.

Grazie

FABIANA chiede:

Domanda

VOLEVO FARE UN RINGRAZIAMENTO AL DOTT.D'ALESSANDRO PER AVERMI AIUTATA A SUPERARE GLI ATTACCHI DI PANICO CHE DA ANNI MI RENDEVANO LA VITA DIFFICILE ARRIVANDO ALLA FINE A EVITARE DI USCIRE DA CASA SE NON IN COMPAGNIA E A VIVERE GIORNI D'INFERNO COME IN UN INCUBO DAL QUALE NON TI SVEGLI MAI. OGGI, A DISTANZA DI TEMPO, MI SONO RIAPPROPRIATA DELLA MIA VITA,DEI MIEI SOGNI,DEI MIEI PROGETTI E DELLA VOGLIA DI VIVERE CHE TUTTI NOI DOVREMMO AVERE.

Risposta

 Grazie della testimonianza ma ricorda che il merito è soprattutto tuo...


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