La Psicoterapia

La mia Psicoterapia in due fasi può essere svolta in una, due o tre sedute settimanali. Dopo un numero limitato di sedute di inquadramento clinico si pianificano la prima fase, quella in cui si lavora sul sintomo, e la seconda fase, quella in cui si lavora sulle cause.

Corso Privato - Ansia e Attacchi di Panico

Si tratta di un corso individuale intensivo delle tecniche sulla gestione dell'ansia, tenute da me e tagliate su misura del soggetto. A metà strada tra una seduta di psicoterapia breve e un coaching psicoterapeutico.

Performance

Quando parliamo di ansia da prestazione parliamo anche di performance, cioè, quello che gli altri di cui abbiamo parlato finora possono giudicare. La performance, dunque, può essere qualunque cosa che ci mette alla prova, qualunque cosa possa avere un risultato positivo o negativo e dipende dal nostro essere o dal nostro operato. Prendiamo in considerazione i seguenti esempi:

  • colloquio di lavoro
  • esame
  • provino
  • gara
  • esibizione
  • rifiuto
  • rendez vous sessuale

Cos’è che accomuna tutte questi esempi, oltre al fatto di coinvolgere il giudizio degli altri? La cosa che mi viene prima in mente è la paura del fallimento.

Paura del fallimento

Analizziamo alcuni esempi di ansia da prestazione.

Un ragazzo ha una cotta per una sua coetanea. Quando esce con gli amici ride, scherza ed è se stesso, ma quando la vede vorrebbe dirle qualcosa, invitarla al cinema, baciarla. Ma non riesce letteralmente a muoversi. La paura lo paralizza, lo stomaco gira come una lavatrice, la bocca gli si secca.

Una giovane donna, laureata da qualche anno, ha mandato migliaia di curriculum, fatto decine di colloqui, anche con aziende di cui non gliene importava molto ma, si sa, bisogna pur campare. A un certo punto la chiamano per un colloquio dall’azienda dei suoi sogni, per la posizione per cui sarebbe perfetta, quella che la farebbe svegliare ogni mattina con il sorriso, ma a poche ore dal colloquio comincia a sentire debolezza alle ginocchia e la testa comincia a vorticare.

Un uomo single che era solito portarsi a casa una donna diversa ogni volta, un giorno ha un episodio di impotenza: per la prima volta in vita sua non riesce a fare l’amore. Non gli dà importanza, apparentemente, ma ricapita, con un’altra donna. Da quel momento, quando conosce una donna, comincia a preoccuparsi e la tensione sale talmente tanto che il più delle volte non gli riesce di fare l’amore.

La paura del fallimento è quello che accomuna il ragazzo innamorato, la donna che cerca lavoro e l’uomo single. Il fallimento è lo spauracchio di tante persone, sia quando questa parola sottintende una catastrofe, sia quando viene considerata insignificante da chiunque altro. Fallire in una situazione carica di importanza, per questi soggetti significa fallire come persone.

Il paradosso è che il fatto di sapere che c’è una componente psicologica nel consolidamento del problema acuisce ancora di più il problema stesso.

La causa […] è solo di natura psicologica. Dipende da me, è colpa mia, è solo colpa mia. […] Tutto dipende da me. E se dipende da me, sono sicuro che non ce la farò. (Nanni Moretti, Caro Diario)

A volte è molto più semplice sapere che la cura consiste semplicemente nell’assumere un certo farmaco e aspettare passivamente che la chimica faccia il suo corso. Se questo è vero per tanti disturbi psicologici, è particolarmente vero per l’impotenza maschile. Ricordo vagamente un mito, di cui purtroppo non so l’origine e di conseguenza non saprei a chi attribuire la fonte.

Un giovane che era risaputo essere sessualmente molto attivo viene chiamato al cospetto di una regina molto bella ma severa. Questa gli ordina di giacere con lei e di essere performante come sempre, pena la morte. Naturalmente, sotto il peso di tale responsabilità, l’uomo non riesce ad avere un’erezione e, il giorno seguente viene giustiziato.

Questo mito riassume molto efficacemente il ruolo delle aspettative sul comportamento sessuale involontario del maschio e il ruolo giocato dall’ansia da prestazione.

Preparazione ed esecuzione

Il momento in cui l’ansia da prestazione si manifesta non è soltanto il momento dell’esecuzione, ma anche prima, durante la fase preparatoria. In realtà è proprio questa prima fase a dare maggiore spinta e portanza all’ansia propria della fase dell’esecuzione. In altre parole tanto più ci preoccupiamo della performance, nelle ore o nei giorni precedenti al momento in cui dobbiamo performare (l’esame, la dichiarazione, il colloquio, il rapporto sessuale, ecc.) tanto più il livello di tensione sarà alto e dunque la probabilità di fallire.

Ansia buona e ansia cattiva

È chiaro che nel momento in cui abbiamo un compito preliminare da svolgere (per es. una verifica a scuola o un esame all’università), un po’ d’ansia aiuta a restare concentrati sulla priorità per noi più importante, così evitiamo di disperderci in attività inutili ai fini del nostro obiettivo. Questa è dunque un’ansia buona. Se la tensione cresce troppo, però, l’ansia ci impedisce di dedicarci proprio all’attività preliminare (p. es. studiare) che ci consentirà di conseguire il nostro obiettivo (passare la verifica o l’esame). In questo caso si tratta di un’ansia cattiva.

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