L’altro giorno un mio collega psicoterapeuta mi raccontava che al telefono qualcuno gli aveva chiesto informazioni riguardo la possibilità di un “pacchetto” di sedute di psicoterapia, per capire se poteva risparmiare un po’. Il mio collega, che è un professionista serio, me lo raccontava evidenziando come la domanda sottintendesse una certa deriva negativa della psicoterapia verso il marketing, verso il prodotto industriale, qualcosa che si possa comprare a sconto, se se ne prende una certa quantità.

In realtà non penso che questo sia così sbagliato. Voglio dire che il mondo cambia e, anche se in molti cercano di mantenere in piedi i riti tradizionali di più di un secolo fa, in certi orientamenti psicanalitici, per esempio, di fatto viviamo in un epoca in cui esiste il Web, la messaggistica istantanea, i social media.

Il mio collega sopra citato rappresenta tutti i professionisti seri che vogliono fare seriamente il loro lavoro che pensano che per poterlo fare al meglio devono anche mantenere la relazione terapeuta-paziente ad un certo livello (una parte degli psicanalisti direbbe sull’asse simbolico). Quello che secondo me non colgono appieno è che si può essere seri e fare seriamente psicoterapia anche utilizzando strutture e strumenti di marketing della nostra epoca (ponendosi a tratti fuori dall’asse simbolico, che probabilmente significa qualcosa solo per i colleghi lacaniani).

La questione è ancora controversa e potrà essere dibattuta a lungo e, naturalmente, mi rendo conto che la stragrande maggioranza dei miei colleghi non la pensa come me. Qui voglio solo dare uno spunto di riflessione soprattutto per i giovani psicoterapeuti che si formano in scuole serie e che imparano che le transazioni economiche devono avvenire in un certo modo, che il denaro deve entrare in una simbologia che di volta in volta sia compatibile con l’orientamento della scuola prescelta.

Probabilmente non sbaglio se dico che la professione privata della psicoterapia nasce con Freud, in un epoca in cui la rivoluzione industriale era ancora il mezzo economico fondamentale della società e la grande distribuzione si stava appena affacciando sulla piazza di paesi, tutto sommato, molto lontani dalla società viennese di riferimento. Il modello attuale della transazione economica paziente-terapeuta mima ancora quel modello freudiano originale. Ma oggi le cose sono enormemente diverse dal punto di vista dell’economia. Siamo passati attraverso altre due rivoluzioni, quelle del terziario e del terziario avanzato, e in molti sostengono che siamo nel mezzo di una rivoluzione economica molto più trasformante, per la società, di tutte le altre, paragonabile forse alla scoperta del fuoco: la rivoluzione di Internet. Niente è più lo stesso in tutti i settori economici: oggi le persone per la maggior parte delle volte cercano su Internet quello che serve loro, anche per le questioni mediche, sempre di più.

Chi, fra gli psicoterapeuti che hanno una presenza online, non ha ricevuto almeno una volta ogni tanto, una telefonata di qualcuno che è interessato solo a conoscere il costo di una seduta e, ricevuta l’informazione, mette giù dicendo che si farà risentire, senza che questo avvenga mai più? Su Internet si può risparmiare, anche parecchio, sull’acquisto rispetto ai negozi fisici, quindi perché le persone non dovrebbero provare a fare una classifica di psicoterapeuti in base ai costi? Certo ci sono molte truffe, persone che si improvvisano “life coach”, counselor, eccetera, che è un po’ più difficile da fare con un negozio fisico, soggetto a più controlli. Ma le truffe ci sono sempre state e le persone sanno da sempre che quando si compra qualcosa che costa troppo poco c’è qualcosa che non va.

Allora diciamo che su Internet, se da una parte ci sono i professionisti che utilizzano strumenti di marketing moderni, solitamente usati per la produzione seriale, dall’altra ci sono pazienti che cercano il guaritore più economico, senza badare troppo per il sottile alla qualità. Ma questo non vuol dire che lo psicoterapeuta non si debba adattare al nuovo mezzo e proporsi con i nuovi strumenti di marketing che Internet mette a disposizione. È vero che ci sono molte persone che cercano di risparmiare il più possibile sulla psicoterapia senza vedere la qualità di quello che comprano, basandosi invece su una misurazione, errata, quale la durata della seduta, tentando quindi di dare un valore al minuto di terapia, o all’esperienza del terapeuta, per esempio, ma è vero anche che ci sono molte persone che cercano la qualità. Secondo me gli psicoterapeuti devono essere pronti ad usare i nuovi strumenti di marketing per questo tipo di pazienti, compresi i “pacchetti” di sedute.

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