Per chi cerca uno psicologo Roma ti dà moltissime possibilità e il compito può diventare veramente troppo arduo. La scelta è immensa. Roma è tra le città più densamente popolate di psicologi, non solo d’Italia, ma d’Europa, secondo alcune statistiche che ho visto un po’ di tempo fa (purtroppo non ricordo né dove né quando). In pratica, a Roma ci dovrebbe essere più o meno uno psicologo ogni circa mille abitanti e, pare, la cifra è destinata ad aumentare.

Ma se c’è questa ampia scelta non dovrebbe essere semplice, trovare uno psicologo? In realtà la parte difficile consiste proprio nel fare una scelta quando le alternative sono troppe. Questo fenomeno viene conosciuto in molti modi, uno di questi potrebbe essere la cosiddetta paralisi da analisi. I pratica quando ci sono troppe alternative, normalmente si desidera di fare quella migliore. Si sa che anche gli psicologi, come tutti, sono esseri umani (di solito) e che, di conseguenza, esistono vari livelli di competenza, per così dire. Ed è per questo che sicuramente in un numero così ampio di psicologi ci saranno sia quelli geniali che quelli all’opposto. Dunque per non finire con gli ultimi, fare un’analisi approfondita prima di prendere il primo appuntamento sembra l’opzione migliore. Il problema, ovviamente, è che per analizzare un numero così grande di psicologi, ci vorrebbe un periodo altrettanto grande di tempo. Da cui una paralisi da analisi.

Provate invece a pensare quanto sarebbe semplice se ci fosse solo uno psicologo, ad esempio, in un paesino. Potrebbe essere o non essere il migliore psicologo possibile, ma sarebbe probabilmente la scelta più ovvia (naturalmente le cose cambiano se il paesino si trova vicino ad una città più grande).

Quello che bisogna fare in questi casi sono dei tentativi. Anche io, a suo tempo mi sono dovuto mettere alla ricerca di uno psicoterapeuta, e anche io ho notato che esistono diversi livelli di capacità e competenza. Ecco come mi sono regolato nella ricerca dello psicologo (qui, come altrove, uso il maschile per indicare entrambi i generi).

  • Quando trovi uno psicologo (dopo una ricerca su Internet, dietro segnalazione di un suo paziente o di un medico) prima di tutto puoi fare una ricerca su Internet per avere qualche notizia in più. Prima di tutto l’iscrizione all’albo degli psicologi e verifica anche che sia psicoterapeuta.
  • Prendi un appuntamento (telefonando o per messaggio, se previsto), chiedendo se viene previsto anche un primo incontro gratuito. Questo non è indispensabile e non tutti gli psicologi lo fanno, serve soprattuto per placare la vostra ansia e darvi l’illusione di controllo. Comunque, per alcuni psicologi il primo incontro, se gratuito, serve solo per conoscersi e fissare gli obiettivi della terapia, quindi in genere dura 10 minuti o giù di lì. Insomma non è una vera seduta di psicoterapia o di consulenza psicologica. Quindi questo passo lo puoi saltare se hai fretta di cominciare la terapia.
  • Anche se per caso il terapeuta non ti convince, continua ad andarci per altre quattro o cinque sedute prima di decidere di cambiare. Non si può giudicare un libro dalla copertina! Ti consiglio vivamente, comunque, di parlarne chiaramente con lo psicologo a tu per tu nell’ultima seduta. Mai per telefono, o peggio ancora via messaggi. Non sai quante volte si tratta solo di una resistenza che ti impedisce di progredire!
  • Nel caso in cui decidessi che il primo terapeuta non facesse per te, rimboccati le maniche e ricomincia la ricerca al primo punto. Dopodiché rifai i passi successivi. Puoi provare con diversi terapeuti, ma se arrivi al quarto o quinto, allora vuol dire che c’è qualcosa che non va con la tua modalità di selezione. Forse in realtà non ti vuoi mettere in gioco perché hai troppe resistenze inconsce. In questo caso ti consiglio vivamente di affidarti a quello che ti ha dato più fiducia tra gli psicologi che hai visto e di rimanere con quello, anche se non vorresti. Datti ancora qualche mese per capire se può aiutarti a dispetto della tua impressione iniziale e, soprattutto, parla dei tuoi dubbi in seduta.

Un’ultima cosa.

 

Non fare un’indagine telefonica chiedendo allo psicologo tutto il possibile e prendendo appuntamenti, gratuiti (per giunta!), con più psicologi contemporaneamente, magari prendendo più appuntamenti contemporaneamente. Questo significherebbe non aver capito la natura della relazione d’aiuto. Non state cercando un prodotto, al contrario dovete capire se potervi affidare alla cura della persona giusta. Inoltre se vi concedeste solo una seduta con ciascuno psicologo, dovreste per forza di cose decidere in base alla prima impressione, quindi all’apparenza. Ricordati che è solo dopo un certo numero di sedute che si comincia a intravedere qualcosa, a proposito del rapporto terapeutico.

 

È esattamente per questo che questo tipo di rapporto è speciale, perché non è un rapporto di amicizia. Lo psicologo non farà di tutto per piacervi, perché questo non è il suo ruolo. Piuttosto farà tutto quello che può per aiutarvi a capire. Questo potrebbe anche essere scomodo o difficile a volte, ecco perché la fiducia gioca un ruolo importante. A volte le relazioni terapeutiche più importanti ed efficaci sono proprio quando il paziente non è a proprio agio con lo psicologo che ha di fronte.

 

Se volete valutare il vostro rapporto con lo psicologo, fatelo attraverso Internet, con quello che vi dicono i suoi pazienti o le altre fonti esterne e poi prendete un appuntamento per iniziare un percorso, salvo interromperlo dopo alcune sedute, se qualcosa non si riesce a creare quella relazione giusta. Questo è l’unico modo giusto per procedere.

Spero che questa breve guida possa esserti di qualche aiuto. Se vuoi puoi condividere i tuoi pensieri o la tua esperienza nei commenti qui sotto.

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Paolo D'Alessandro - Prati

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