La Psicoterapia

Il mio approccio di psicoterapia integrata degli attacchi di panico

La mia Psicoterapia in due fasi può essere svolta in una, due o tre sedute settimanali. Dopo un numero limitato di sedute di inquadramento clinico si pianificano la prima fase, quella in cui si lavora sul sintomo, e la seconda fase, quella in cui si lavora sulle cause.

    La mia psicoterapia individuale si attua in due fasi:

    • Fase breve: si impara a gestire il sintomo
    • Fase profonda: si cercano le cause e si correggono gli automatismi disfunzionali

    Durante le sedute individuali si apprenderà, ognuno con i propri ritmi e le proprie risorse, diverse tecniche che potranno essere utilizzare durante la fase di emergenza iniziale, per:

    • ridurre la frequenza degli episodi ansiosi
    • ridurre l’intensità degli episodi
    • ridurre il periodo di depressione che segue ogni episodio
    • prevenire gli episodi in modo da disinnescare gli elementi scatenanti

    Praticare la psicoterapia, non significa fare qualcosa al soggetto, né convincerlo a fare qualcosa per sé; si tratta invece di liberarlo perché possa crescere e svilupparsi in modo normale, e di rimuovere ostacoli in modo che possa andare avanti.

    Carl Rogers

    1. Inquadramento del sintomo

     

    Inizialmente alcune sedute sono dedicate a capire e a fare una prima ipotesi di diagnosi del sintomo. Non è facile stabilire in anticipo quanti incontri ci vogliono, ma in genere dai cinque ai dieci incontri sono sufficienti. Durante questo periodo di tempo gli incontri possono essere fissati in uno o due a settimana: dipende molto dall’urgenza, da quanto il paziente ha fretta di cominciare le fasi successive della terapia, oltre che da altre considerazioni.

    Al termine di questo periodo si stabilisce come proseguire, nel caso si possa continuare con la fase 1, e si procederà a formulare un piano di trattamento, che potrebbe comprendere anche un’ipotesi di durata. Ma è possibile saltare la fase 1 e procedere direttamente con la fase 2.

    2. Terapia del sintomo

    Nella fase 1 si utilizzano le tecniche della terapia breve per ridurre il sintomo. Nel piano di trattamento che si fa all’inizio di questa fase si stabiliscono anche gli obiettivi progressivi che si vogliono raggiungere.

    Ad esempio se si tratta di attacchi di panico connessi ad una fobia degli aerei, si può fissare come obiettivo finale il viaggio aereo intercontinentale, come obiettivo intermedio un viaggio di un’ora in Italia, come obiettivo a breve termine un viaggio da soli in macchina, e così via.

    Si fissano anche le varie caratteristiche del sintomo da ridurre. In pratica se il problema sono gli attacchi di panico, questi possono essere ridotti attraverso diverse dimensioni:

    • l’intensità del singolo attacco
    • la durata del singolo attacco
    • il tempo intercorso tra due attacchi
    • la durata della fase depressiva dopo il singolo attacco
    • l’uso di farmaci / parafarmaci / affini
    • l’evitamento delle situazioni associate agli episodi

    3. Analisi delle cause

     

    Nella fase 2 si cercano le cause che hanno permesso al sintomo di scaturire. A volte si può cominciare direttamente da questa fase, a seconda della natura e dell’urgenza del sintomo, per cui si può arrivare qui direttamente dalla fase 0.

    In questa fase il paziente si analizzerà utilizzando la libera associazione e il racconto di sogni e sensazioni per capire quello che prova cosa c’è all’origine del sintomo in un procedere costante lungo una spirale che porta sempre più vicino alla comprensione del proprio desiderio e della propria angoscia. Ma il percorso che si intraprende con questa fase è un viaggio serendipico.

    Si parte con un’idea, l’obiettivo di liberarsi di un sintomo definitivamente, e lungo il tragitto ci si perde in una moltitudine di scoperte e tesori che non si stavano cercando.

    Ci si arricchisce interiormente lungo la strada, per così dire, sia che si tratti della risoluzione di comportamenti nevrotici di cui non si era neanche consapevoli, sia che si tratti di meccanismi automatici e stereotipati di reazione rispetto a situazioni stressanti.

    Alla fine si giungerà al proprio desiderio, unico, mentre il soggetto non è più diviso, ma forte dell’integrazione del proprio essere.

     

    Domande Frequenti sulla Psicoterapia

    Qual'è la frequenza delle sedute?

    Partendo dal presupposto che non si tratta di una psicoterapia uguale per tutti, diciamo che esistono delle regole generali che possiamo sintetizzare.

    Per la psicoterapia individuale nel periodo di inquadramento generale si tende a fissare gli incontri una, due o tre volte alla settimana. Durante la prima fase si fissano gli incontri in una-due volte alla settimana, ci può essere un po’ di flessibilità e, per i casi più urgenti, questa frequenza si può aumentare. Per la seconda fase si fissa una cadenza fissa, di una o due volte alla settimana. Col tempo questa frequenza si può ridurre a un incontro ogni due settimane.

    Quanto dura la cura?

    A questo è impossibile rispondere in maniera generica. È anche molto difficile rispondere in maniera individuale, anche dopo diversi colloqui, in realtà, perché dipende da come l’individuo reagisce alle suggestioni, al carattere, al tempo in cui perdura il sintomo, e altre variabili ancora.

    Nella psicoterapia individuale, nella prima fase, quello che si può fare sono delle stime, sempre più precise, a mano a mano che procedono gli incontri. Mentre per quanto riguarda la seconda fase la durata è così variabile da persona a persona che non si possono proprio fare stime a priori.

    Quanto dura una seduta?

    Una seduta di psicoterapia individuale normalmente dura intorno ai 50 minuti. Ma, per venire incontro alle esigenze di alcuni pazienti, è stata previsto anche un tipo di seduta breve da 25 minuti. Non sempre è possible farlo, comunque non dall’inizio, perché dipende da caso a caso.

    Quanto costa una seduta?

    Per la psicoterapia individuale il costo di ogni seduta varia in maniera coerente con la frequenza settimanale delle sedute. Il costo è di € 80 per una seduta di 50 minuti e € 45 per una seduta di 25 minuti. È previsto uno sconto nel caso di due o più sedute alla settimana. Un altro sconto è previsto anche per psicologi e medici e gli studenti universitari delle rispettive materie.

    Posso illustrare il mio problema per telefono così evito di venire nel caso in cui capisco che la vostra soluzione non fa per me?
    Questo non è possibile, per due motivi. Primo: non si può fare una diagnosi precisa su due piedi già dal vivo… al telefono, poi, è impossibile. Secondo: anche se può non sembrare, la spiegazione di alcune cose delicate come quelle di cui ci occupiamo può prendere anche molto tempo, quindi preferiamo non dare risposte parziali che possono essere scorrette o insufficienti.

    Poi anche una riflessione molto pratica, a beneficio del paziente. Se una persona non vuole investire del tempo e impegno nel recarsi fisicamente in uno studio, anche semplicemente per valutare di persona i suoi interlocutori, la logistica dell’arrivo e l’ambiente, allora vuol dire che probabilmente non è ancora pronto per curare il suo sintomo.

    Che succede se ho un impegno improvviso e non posso venire alla seduta?

    Se un paziente non riesce ad arrivare alla seduta (e capita solo una volta ogni tanto), la seduta può essere riprogrammata nella stessa settimana o in quella seguente, in aggiunta alla normale frequenza stabilita. 

    Che succede se devo partire o altro e so già in anticipo che non posso venire per una certa seduta?

    Se un paziente sa già in anticipo che ad una certa seduta non può venire per qualsiasi motivo di forza maggiore, la seduta può essere riprogrammata nella settimana precedente o successiva in aggiunta alla normale frequenza stabilita, oppure può essere annullata.