La Psicoterapia

La mia Psicoterapia in due fasi può essere svolta in una, due o tre sedute settimanali. Dopo un numero limitato di sedute di inquadramento clinico si pianificano la prima fase, quella in cui si lavora sul sintomo, e la seconda fase, quella in cui si lavora sulle cause.

Corso Privato - Ansia e Attacchi di Panico

Si tratta di un corso individuale intensivo delle tecniche sulla gestione dell'ansia, tenute da me e tagliate su misura del soggetto. A metà strada tra una seduta di psicoterapia breve e un coaching psicoterapeutico.

Cos’è questa ansia da prestazione? Si può evitare? Cerchiamo di dare una risposta a queste domande.

Gli altri

Quante volte capita di chiedersi se si è all’altezza delle aspettative degli altri? Siano questi delle persone in carne ed ossa, oppure virtuali1, sono figure che in qualche modo noi sentiamo di dover tenere in considerazione, che possono giudicare il nostro operato, le nostre persone o, più spesso, entrambi.

L’ansia da prestazione è quel tipo di ansia che viene nel momento in cui subentrano questi altri. Non è necessario che siano presenti nel momento della performance, cioè gli altri di cui parlo non sono sempre il nostro partner sessuale, se parliamo di ansia da prestazione sessuale, oppure la platea di ascoltatori, nel caso di ansia da prestazione del parlare in pubblico. A volte sono semplicemente gli altri presenti nella nostra testa, per così dire.

Per altri intendo gli altri significativi per ciascuno. Cioè per qualcuno potrebbe trattarsi dei propri genitori, per altri degli amici o conoscenti, per altri ancora di estranei, per altri ancora persone del sesso opposto, eccetera.

A volte sento l’obiezione che non sono gli altri a rappresentare il problema ma noi stessi: “Non è per la brutta figura davanti agli altri, ma è per me stesso” oppure: “Non cerco di eguagliare o superare le aspettative degli altri, ma le mie stesse.” Ebbene, prima ho parlato di altri virtuali. Con questo termine semplicistico mi riferisco a un genere di rappresentazione mentale, per lo più inconscia, che ognuno di noi ha dentro di sé.

Questo tipo riferimento è sempre presente dentro di noi, al punto che senza di questo non saremmo in grado di sentirci noi stessi. In effetti la distinzione tra me e ciò che non è me, quindi altro, serve proprio per definire chi siamo. Se ci si pensa, anche quando siamo soli e sappiamo che nessuno ci sta guardando, neanche con una telecamera nascosta, siamo mai veramente da soli. Naturalmente ci possiamo comportare in maniera diversa, più disinibita, ma esiste sempre una specie di dialogo interiore. E se c’è un dialogo, allora ci sono due entità che dialogano. In altre parole è come se ci fosse sempre una specie di telecamera da qualche parte, solo che non c’è nessuno a monitorarla.

Le aspettative di chi?

Nel corso della storia della psicologia il concetto riferito a questi altri interiori ha preso diversi nomi a seconda del punto di vista dell’osservatore2. Per la psicoanalisi classica questa funzione viene assolta dal concetto di Super-Io, per la psicoanalisi Lacaniana da quello dell’Altro. Si potrebbero aggiungere ancora molti altri orientamenti, ma in sostanza si può semplificare di molto la questione guardando la pratica. Quando una persona giovane sceglie un lavoro, un partner, eccetera, lo fa perché lui o lei lo ha deciso in base alle proprie aspettative o a quelle dei genitori e dell’ambiente in cui è cresciuto? Quando questa persona è diventata adulta e le decisioni che ha preso hanno determinato la sua storia fino a quel momento, ha seguito un percorso che ha scelto in base alla sua indole o in base a insegnamenti e valori di genitori e ambiente? Se chiedete a questa persona se ha raggiunto quello che voleva e quali siano i suoi progetti futuri, questa persona vi risponderà in base alle sue aspettative o in base a quello che genitori e ambiente si aspettavano da lui o lei?

La questione è delicata e non sempre siamo in grado di distinguere se quello che ci aspettiamo è quello che vogliamo veramente oppure quello che volevano altri per noi. Certo un indizio può darcelo il sintomo. Se per tutta la vita ho sempre pensato di volere fare una carriera brillante in una grande azienda, ma mi viene l’angoscia tutte le volte che devo partecipare a una riunione con il grande capo, qualcosa vorrà dire. Se trovo una ragazza bellissima, come l’ho sempre desiderata, e non riesco a farci l’amore, forse significa qualcosa.

 

  1. Nota per gli addetti ai lavori: un’istanza introiettata dell’Altro
  2. Anche a seconda dell’estensione del concetto presa in considerazione.

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